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Dal 2021 edifici a impatto “quasi zero” per i paesi dell’Unione Europea
L’accordo del 17 novembre tra Parlamento europeo e Consiglio, sulla Direttiva CE/91/2002, per il rendimento energetico in edilizia, stabilisce che dal 1° gennaio 2021 la costruzione degli edifici dovrà basarsi su elevati standard di efficienza energetica. Gli acquisti e gli affitti da parte delle pubbliche amministrazioni saranno dunque rivolti esclusivamente ad eco-edifici ed entro il 2018, promuovendo, con finanziamenti da parte della UE, interventi radicali di ristrutturazione e di trasformazione a impatto “quasi zero” verso gli edifici già esistenti.
Il Parlamento Europeo approverà, all’inizio del 2010 ed in via definitiva, l’accordo del 17 novembre, che verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, da quel momento gli Stati membri avranno due anni per adeguarsi alla nuova direttiva.
A livello nazionale ed europeo, secondo gli emendamenti parlamentari, gli Stati dell’UE dovranno:
• elaborare piani nazionali per incentivare alla costruzione di edifici con consumo di energia “quasi zero” oltre a predisporre, entro il 2011, incentivi su: assistenza tecnica, sovvenzioni, programmi di credito e prestiti a basso interesse.
• Misurare, a partire da cinque anni dopo l’entrata in vigore della legge, il rendimento energetico degli edifici, attraverso l’istituzione di un sistema di certificazione obbligatorio, e con informazioni per il miglioramento del consumo energetico annuo, la percentuale di energie rinnovabili nel consumo totale di energia, per tutti gli edifici in costruzione, in stato di compravendita o locazione e con superficie di oltre 500 mq occupata da un ente pubblico o aperta al pubblico.
Per gli edifici residenziali la competenza è delle autorità nazionali, ma entro il 2011, la Commissione, dovrebbe sviluppare un sistema di certificazione volontaria comune a livello europeo anche per il rendimento energetico degli edifici non residenziali.
La non obbligatorietà della direttiva riguarderà solo le case di piccole dimensioni (superficie inferiore a 50 mq); case-vacanze utilizzate per meno di quattro mesi l’anno (o che utilizzano meno del 25% dei consumi di energia dell’intero anno); edifici religiosi; fabbricati temporanei utilizzati per due anni o meno, siti industriali, laboratori ed edifici agricoli a basso fabbisogno energetico ed edifici storici tutelati e il cui intervento potrebbe danneggiarli e modificarne l’aspetto.
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